Suggerimenti


Tutti coloro che vogliono condividere i loro pensieri possono farlo lasciando il loro contributo su questa pagina.

Lascia un commento

4 commenti

  1. Sono una cittadina di Mori, particolarmente affezionata al mio Comune, dove sono nata e cresciuta. Non vivrei da nessun’altra parte…ma proprio per questo mio affetto, mi dispiace assistere al suo declino verso un paese-dormitorio.
    Dobbiamo fare qualcosa per invertire questa sorte, e credo che una delle priorità sia quella di affidarlo alle mani di amministratori giovani, capaci e appassionati.

    Anzitutto ringrazio l’ideatore di questo spazio, che dà la possibilità di esprimersi e di dire la propria.

    Quelle che segnalo di seguito sono solo alcune piccole cose, che, peraltro, con altrettanto piccolo impegno potrebbero essere già state superate, migliorando la vivibilità di alcune zone della nostra Borgata.

    1) Sottopasso SS 240 da Via Giovanni XXIII a Piazzale Malfatti.
    La realizzazione del sottopasso ha senza dubbio contribuito ad aumentare la sicurezza dei pedoni e ad avvicinare il centro del paese con la zona di Linar. È peraltro evidente lo stato di degrado di questa struttura: deterioramento dei rivestimenti, sporcizia, scritte quanto meno inopportune, deiezioni di animali …e non vado oltre.
    E’ sotto gli occhi di tutti l’incuria e lo stato di quasi abbandono di una struttura che collega la piazza del paese con una zona densamente popolata, che ospita il plesso scolastico delle scuole medie e dalla quale passa anche la pista ciclabile che collega la Valle dell’Adige con il Garda. Un biglietto da visita non certo decoroso.

    2) Aiuole Via Giovanni XXIII
    Passeggiando lungo il marciapiede adiacente la pista ciclabile che costeggia via Giovanni XXIII non si può non notare lo stato di “agonia” delle aiuole. Se poi si presta un po’ di attenzione, si può notare che esse sono quotidianamente scambiate per piccole discariche di rifiuti: da sotto le piante spuntano infatti cartacce, pacchetti di sigarette vuoti ecc..
    Segnalo anche la mancanza di illuminazione della via nel tratto corrispondente al parco giochi (in direzione della scuola media, dall’incrocio con la strada senza uscita che porta alle case ITEA fino alla fine del parcheggio a raso).

    3) Marciapiedi e strisce pedonali
    Non è inusuale, nel nostro bel paesone, imbattersi in strisce pedonali (magari appena rimesse a nuovo!!!) che terminano nel cordolo del marciapiede, obbligando i poveri pedoni costretti in carrozzina o le mamme con passeggino al seguito ad attraversare lontani dalle strisce pedonali (comportamento passibile di sanzione) oppure di attraversare sulle strisce e poi camminare lungo sede stradale fino a trovare un “invito” per salire sul marciapiede. Con buona pace dell’eliminazione delle barriere architettoniche!!

    Replica
  2. valter gazzini

     /  2 marzo 2010

    Ciao , ho parlato di te con Alessandro Benedetti e poi ho vistoi tuoi interventi sulla viabilità.
    Vorrei esprimerti un mio pensiero ed eventualmente avere un tuo parere.
    Da anni a Mori si parla della destra Adige tra Ravazzone e via terranera come la soluzione al traffico di attraversamento di Mori da e per la destra Adige verso Isera.
    Ho avuto modo di affermare in consiglio comunale , unica voce nel deserto, che questo collegamento non servirà assolutamente a nulla perchè mai e poi mai nessuno che arriva dal Mossano e deve andare a Riva prenderà questa strada verso le Casotte, per rientrare alla rotatoria della nuova cantina e poi immettersi sulla bretella in via Terranera, continueranno invece ad attraversare Mori ma noi avremo una strada in più.
    Sposo invece la proposta che vede l’interramento della autostrada da Isera a Mori Ferrovia e il nuovo percorso della SP 90 Destra Adige sull’attuale sedime dell’autostrada, da Cornalè d’Isera, fino all’Adige, con nuovo ponte verso ll tombone ferroviario prima del millenium, e sono già partiti i lavori per la mega rotatoria. Da qui ben due strade, ai lati della linea ferroviaria corrono verso sud per ricongiungersi al casello autostradale.
    Si percorre la bretella e a Mori ovest è necessario realizzare una rotatoria e partire subito in tunnel verso il basso Sarca.
    Avremo così una nuova viabilità turistica, panoramica, dei sapori e della cultura o comunque si voglia chiamare, che va da Isera a Torbole, assolutamente autonoma, con caratteristiche urbane che potrebbe ospitare una ciclabile e perchè no? una linea ferroviaria come era un tempo.
    che te ne pare? ciao Valter
    ps scusa per il tu.

    Replica
  3. Luca Bertolini

     /  19 aprile 2010

    A Mori e alle sue frazioni, a mio parere, serve un piano di recupero della nostra identità che è andata persa e di rilancio dei suoi valori. Ne espongo alcuni un po’ velocemente senza tanto rielaborare.

    Recupero del valore della famiglia: con la crescita della popolazione la famiglia è in difficoltà sia tecnicamente sui servizi di base sia dal punto vista sociale. Si sta sciogliendo quel tessuto che caratterizzava il paese, Mori diventa città e le frazioni ne hanno la peggio. Perché non provare a crescere restando paese nello spirito? Mori dovrebbe avere uno sviluppo sostenibile in particolare sotto il profilo della famiglia. Poter dire che una famiglia a Mori si trova molto bene cosa significa, cosa serve per dire questo? Una crescita urbanistica “smodata” come quella che è stata impostata a Mori negli ultimi anni è miope e non è sostenibile: ha portato a Mori famiglie che qui non hanno trovato i riferimenti attesi, lo sviluppo demografico non è stato valutato e gestito. Uno sviluppo sostenibile si concretizza con l’attenzione alla famiglia.

    Recupero del territorio: valorizzare il territorio nel suo insieme rendendolo più armonioso (tra ambiente urbano e ambiente rurale/montano) e utilizzandolo come risorsa strategica garantendo ricadute sull’economia locale anzichè su realtà “extracomunali”. Cosa vuole offrire Mori al turista? Non certo ciò che può trovare ieri, oggi e domani anche da un’altra parte (come ad esempio grandi centri di qualsivoglia genere), ciò che il turista trova solo qua e non altrove è il territorio (vedere Alto Adige). Le radici dell’economia moriana sono nell’agricoltura e molte sono le imprese edili sul territorio del comune. Si deve far coniugare le due esigenze con uno sviluppo che favorisca entrambi e favorisca in particolar modo le imprese locali e l’iniziativi dei locali. Inoltre serve incentivare l’inserimento di nuove realtà economiche di “buon livello” (ad esempio servizi) che elevi il livello dell’offerta e che sia in grado di “riempire” il tessuto urbano rendendolo interessante e mentendolo in sintonia con il territorio. Ciò si può ottenere lavorando sul cooperativismo tra enti legati al territorio e il Comune potrebbe promuovere questa strada “piccoli e uniti, come le formiche”. Creare la cultura dell’appartenenza nelle realtà economiche valorizzare il binomio “cura del territorio – economia”. La famiglia è la realtà economica più piccola dobbiamo sostenerla dandogli un territorio “bello” che la agevoli.

    Recupero della macchina amministrativa che deve guadagnare in efficienza e non essere vista come un elemento di costo ma bensì di strategia. Essere in primo piano nella gestione del territorio e del patrimonio pubblico. Prestare attenzione alle esigenze dei cittadini e rispondere con sollecitudine. Il Comune deve essere comune, lo dice la parola stessa. Ciò ritengo sia possibile, il nostro Comune ha dei dipendenti la cui età è mediamente nel periodo di massima espressione (non uso il termine giovani, perché ritengo che i giovani siano i 20enni e non i 30-40-50enni, questi ultimi sono eventualmente “maturi”).

    Recupero della cultura della soliderietà e della fiducia nelle istituzioni e tra i cittadini. A Mori abbiamo numerose cooperative. Non è un caso, le hanno create i nostri nonni, i nostri genitori, alcune noi stessi. Cosa significa questo per Mori? Un simile patrimonio umano deve essere considerato da chi amministra Mori e si devono creare le condizioni per promuovere il cooperativismo non solo come “società cooperativa” ma nel suo spirito promotore del fare il bene comune.

    Forse sono stato un po’ disordinato nell’esposizione. Mi scuso per questo. Ma ho voluto mettere qui alcune mie considerazioni sulle opportunità per la Mori dei miei figli e questo è un modo per provare a realizzarla.

    Grazie Guido.

    Replica
  4. Luca Bertolini

     /  17 maggio 2010

    AGRITURISMO
    Quali programmi avete per rilanciare o incentivare i consuimi dei prodotti agricoli locali? Era la domanda di un cittadino presente al confronto tra i 5 sindaci.
    Una soluzione potrebbe essere anche la seguente.
    Posto che grandi alberghi a Mori è difficle prevederne (almeno a breve, ma credo ANCHE a lungo termine), si potrebbe incentivare il B&B. Una forma di turismo che permette al turista di fermarsi la notte, usare i servizi igienici, fare una buona colazione e poi riprendere il suo itinerario. Questa è una forma che permette all’imprenditore agricolo di aumentare il suo “volume d’affari” di non poco. Non serve molto: ho parenti e amici che in Val Rendena lo praticano e non sono personaggi di che sa che tipo. Serve una stanza da letto (o più di una) e un bagno, poi la disponibilità ad ospitare il turista e prepargli la colazione la mattina. Quindi fare due chiacchiere con lui, avere un sito internet dove ti presenti assieme al tuo territorio (che è quello che interessa al turista), serve infine proporgli chi sei tu la tua storia. Si chiama “affiliazione del cliente”.
    Questa forma di turismo va aiutata prevedendo nel PRG una formula che permetta e incentivi la realizzazione delle opportune strutture “familiari” per svolgere questo servizio. Il Comune dovrebbe censire tutti gli itinerari storici e culturali del territorio distribuire alle aziende agricole il compito di mantenerle (con una sorta di cooperativa o simile) in modo da creare un senso di appartenza, di cura, di interesse particolare al mantenimento di una certa offerta che attragga il turista fruitore del B&B. Lungo la ciclabile (da rifare completamente) servono cartelloni fatti come si deve, che presentano il territorio e i vari punti B&B, gli intinerari possibili, ecc. Si deve creare curiosità, attrazione e bisogna esportare anche questa cosa giù nella busa per far salire i turisti dal Garda che, stufdi di essere spremuti come limoni e olive, salendo a Mori e nella valle di Gresta forse possono trovare quello che cercavano: panorami bellissimi, tranquillità, storia, scienza (botanica di cui i tedeschi vanno pazzi).
    La Valle di Loppio con il suo lago e della Val di Gresta sono belle “vetrine”, ma bisogna sfruttarle senza intaccarle con strutture impattanti, altrimenti la vetrina si rompe.
    Il turista deve poterci venire, dormire, girare e tronare a casa con un indirizzo e_mail a cui richiedere ogni tanto l’invio di un sacco di patate, di una confezione di bottiglie di vino o vasi di marmellata o di miele (cose che già si fanno da tante parti). E quando comprerà queste cose saprà di non comprare solo il prodotto, ma anche la storia, l’ambiente, l’amicizia di quella persona che lo ha ospitato.
    Nessuno dei 5 candidati ha proposto una cosa che assomigli a questa. Pensateci, è un invito particolare agli agricoltori, specialmente a quelli che fanno unicamente questo mestiere. Dovete usare i vostri prodotti fino in fondo come fa un qualunque industriale. Ricordiamoci infine che l’agricoltura non ci da solo da mangiare, ma permette anche il mantenimento dell’ambiente specialmente quello montano.

    Replica

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s