Lavis: niente megacentro commerciale.


E’ di oggi la notizia che il Consiglio provinciale ha approvato, all’unanimità, un emendamento alla legge di riordino urbanistico, proposto dall’assessore al commercio Alessandro Olivi, che sancisce il principio generale di equiparazione, fino all’approvazione della nuova legge sul commercio, dei centri commerciali propriamente intesi con i cosiddetti centri commerciali equiparati e che ha, di fatto, stoppato il progetto del centro commmerciale Le Masere di Lavis.

L’emendamento approvato ha infatti cancellato la distinzione fra le due tipologie di centri commerciali, stabilendo che per entrambe valgano gli attuali limiti sulle metrature dei centri commerciali “classici”, pari a 1500 metri quadrati per i centri abitati con meno di 10 mila abitanti e a 3000 metri quadrati per i centri abitati più grandi.

Un forte ringraziamento va, sicuramente, a chi ha proposto e approvato questa importante modifica normativa, ma anche a tutti quelli che si sono mobilitati per contrastare il progetto del centro commerciale di Lavis e che avevano già ottenuto sul campo un riconoscimento delle proprie argomentazioni, visto che il Servizio Valutazione Impatto Ambientale aveva deciso di effettuare un approfondimento dell’istruttoria tecnica a seguito delle osservazioni presentato dal comitato “Un Centro Commerciale a Lavis? NO GRAZIE!”.

Questo vicenda dimostra che le mobilitazioni, se riferite a problemi reali, sono essenziali per sollecitare la “politica” a rivalutare e, se del caso, rivedere le proprie scelte.

Purtroppo la brutta notizia è che, invece, il centro commerciale “Global Village” è apparentemente “salvo” e che quindi la sua costruzione potrà proseguire senza alcun intoppo.

In questo specifico caso, purtroppo, si deve invece segnalare il fatto che nessuno si sia mobilitato per tempo (quando ancora il progetto era in via di definizione o durante la procedura di valutazione di impatto ambientale), e che le amministrazioni comunali, che si sono succedute nel tempo,  non abbiano avuto il coraggio di (o non abbiano voluto) stimolare i cittadini ad intervenire nel dibattito che, purtroppo, si è sempre svolto tra le mura dell’edificio comunale.

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6 thoughts on “Lavis: niente megacentro commerciale.

  1. Isabella Brigadoi ha scritto in facebook:

    Ciao. Anche se non sono moriana, credo di avere capito (forse) come funzionano le cose. Io ho l’impressione vaga (e ti prego di correggermi se sbaglio!) che Mori abbia smarrito la propria identità. Demograficamente parlando è certo cresciuta, ma solo grazie alla presenza di stranieri e perché, grazie ad un PRG che non ho idea a quali esigenze risponda, è diventato un paese-satellite-dormitorio di Rovereto e, forse,anche di Trento.
    Oh, benvenuti gli stranieri…(per me nessuno lo è veramente!)
    Ma in un paese dove l’unico partito? movimento? gruppo? che raccoglie idee fra la gente è il PD, chi vuoi che faccia le barricate contro il Global Village di Depretto? Intanto ci sono gli scavi.
    E comunque, secondo me, i cittadini sono stati volutamente non coinvolti, perché (e tu lo sai meglio di me!) bisogna DECIDERE e MEDIARE in politica, non fermarsi ad ogni ostacolo!

  2. Ciao. Hai sollevato diverse questioni.
    • Sulla prima (“Mori ha smarrito la propria identità”) hai ragione. Il difficile è capire come cambiare questa situazione ormai sedimentata e cristallizzata. E’ necessario, a mio parere, confrontarsi sull’argomento sollecitando l’apporto di idee da parte di tutti (anche da parte di chi finora non ha mai espresso la propria opinione) per poi giungere, sulla base di – si spera – un ampio confronto, a maturare la soluzione migliore per la nostra Comunità.
    • Sulla seconda (“il PD è l’unico partito/gruppo che raccoglie idee fra la gente”) hai ragione solo in parte. E’ vero che a Mori esistono numerose associazioni che, solitamente, si mantengono fortemente concentrate sul proprio obiettivo tralasciando problematiche più generali, ma, probabilmente, basterebbe solo mettere in rete le idee di tutti per elaborare proposte complete e condivise per Mori (In questo passaggio non ho peraltro capito il tuo riferimento a “chi vuoi che faccia le barricate contro il Global Village di Depretto”).
    • Sulla terza credo sia giusto che alla fine si debba DECIDERE (alle volte mediando) ma ciò deve essere fatto in modo proattivo dopo aver analizzato tutti gli scenari possibili (con i relativi pro e contro) e non subendo le diverse situazioni solo per “non far scadere i termini del procedimento”.

  3. Isabella Brigadoi ha scritto in facebook

    Primo punto (scusami, caro Guido , ma solo adesso sto imparando a fare sintesi!): identita’ di Mori…sai cosa mi e’ venuto in mente, tante volte, pensando a via Teatro? L’ALBERGO DIFFUSO, una rete di bed and breakfast, poco onerosi per i gestori e molto funzionali per chi va verso il Garda, oltre che ad una riqualificazione di quella bellissima via. Pura utopia, dirai.
    Anche se non è il paese dove sono cresciuta, tutte quelle saracinesche abbassate e quelle scritte oramai scolorite dal tempo….mi lanciano questo suggerimento…

    Secondo punto : è vero che a Mori c’è molto associazionismo ma, come dici tu, ognuno mira al proprio orticello; il lavoro di rete funziona sì, ma ci vuole tanta buona volonta’( te lo dice una che da 15 anni è nel campo del volontariato…ma sono, tuttavia, ottimista)

    …..in merito all’ormai famoso Global Village, mi sono espressa in tal modo perchè mi è parso che oramai i “giochi” siano già stati fatti e laddove era il momento di DECIDERE la gente non sia stata per nulla coinvolta…

    e qui vengo alla terza rifllessione….non è stata coinvolta, la gente (e forse mai lo sarà!) perche’, alla mediazione (Gurlini, messo in minoranza dalla coalizione che lo sosteneva-magari su altre questioni, ma è qua che si capisce di quale tessuto è fatta la stoffa-) ha preferito semplicemente rispettare , come tu dici, le non scadenze dei termini di procedimento. E si è astenuto dal decidere.

  4. Paolo Gobbi ha scritto in facebok

    solo per correttezza ed in quanto coinvolto, ricordo a Guido che il Consiglio Comunale ha rimandato il progetto alla Provincia ed e’ ricorso contro la delibera della giunta Gurlini imponendo all’imprenditore alcune modifiche progettuali quali la trombetta sulla Bretella. Non vorrei tediare nessuno con la rassegna stampa di quei giorni, ma so solo che i consiglieri li’ si sono sentiti soli. Forse alla gente non interessava o forse per la gente c’erano programmi più interessanti. Lì di sicuro io non ero in pantofole.

  5. Ciao Paolo,
    conosco abbastanza bene la NUTRITA rassegna stampa che ho ricostruito l’anno scorso.
    Purtroppo però le notizie sui giornali non hanno evidentemente colpito l’interesse dei cittadini (e quì devo fare anch’io mea culpa – anche se il mio ruolo sul lavoro mi aveva di fatto impedito qualsiasi mossa) o perchè non hanno capito la portata del progetto e le sue conseguenze oppure perchè non interessati al dibattito.
    E’ evidente infatti che in quel caso il consiglio è stato lasciato solo e senza nessun sostegno (anche solo morale) da parte di nessuno.
    Per il futuro sarà fondamentale riuscire a trovare un modo per avvicinare le “istituzioni” ai cittadini, non solo per far sentire di più il cittadino parte di una comunità, ma anche per sostenere concretamente le attività dei propri rappresentanti (come fa la parte immersa di un iceberg nei confronti della propria punta che altrimenti andrebbe a fondo).
    Spero di aver chiarito quello che intendevo dire.

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